Quando è un virus a provocare una malattia del cuore

CONDIVIDI

Le malattie del cuore non sono sempre causate da pressione alta, colesterolo elevato o problemi circolatori. A volte il responsabile è un virus, come è stato sottolineato durante il simposio internazionale dal titolo “Advances in heart failure, cardiomyopathies and pericardial diseases” che si è svolto recentemente a Trieste.
Il simposio è stato organizzato sotto gli auspici del Dipartimento Cardiovascolare, Azienda Sanitaria Universitaria Integrata e Università di Trieste e promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini.
«Per esempio, i virus sono responsabili della miocardite, un’infiammazione del muscolo cardiaco» spiega Gianfranco Sinagra, presidente del simposio, Direttore del Dipartimento Cardiovascolare agli “Ospedali Riuniti” Trieste e Direttore della Scuola di Specializzazione in Malattie dell’Apparato Cardiovascolare all’Università di Trieste. «Quando il cuore viene colpito da un’infezione l’agente infettivo danneggia o distrugge le cellule muscolari delle sue pareti; nel contempo le cellule del sistema immunitario, deputate a combatterla, possono a loro volta danneggiare il muscolo cardiaco, contribuendo in modo rilevante al quadro globale. In questa rara circostanza le pareti del cuore si ispessiscono e si indeboliscono, dando luogo ai sintomi tipici di uno scompenso cardiaco».
In alcuni casi la miocardite resta asintomatica; in altri i sintomi sono simili a quelli dell’influenza. «Quando sono presenti sintomi di interesse cardiologico vengono di solito riferiti: palpitazioni (motivate da aritmie, che possono essere anche maligne), dolori al petto, affaticamento e mancanza di respiro; i pazienti possono riferire svenimenti, riduzione della quantità di urine e comparsa di gonfiori agli arti inferiori». Sintomi simili anche per la pericardite, che colpisce il pericardio, il sacco fibro-sieroso che contiene il cuore e il tratto iniziale dei grossi vasi. E in entrambe le malattie i principali responsabili sono i virus. «In passato la maggior parte dei processi miocarditici era attribuito ad Enterovirus ed Adenovirus, nell’ultimo decennio i patogeni più frequentemente evidenziati sono stati il Parvovirus B19, che causa nei bambini la quinta malattia e l’Human Herpes Virus 6, responsabile della sesta malattia, affiancati da occasionali risconti di Virus dell’Epatite C, di Virus Influenzali A e B, o di altri virus erpetici come il Citomegalovirus e l’Epstein Barr Virus. La miocardite è anche comune nelle persone con HIV, il virus che causa l’AIDS» prosegue Sinagra.
In genere, l’identificazione tempestiva consente di trattare efficacemente e definitivamente un episodio infettivo con un rischio di recidive estremamente basso, probabilmente inferiore al 10%. Nel 15-20% dei casi di malattia acuta si può assistere al ripresentarsi di recidive: spesso fanno seguito a primi episodi particolarmente “aggressivi”, o trattati con terapia antinfiammatoria per un periodo insufficiente (meno di due settimane) o identificati alla fine di un ciclo di brevi o minori episodi ripetuti nelle settimane o mesi precedenti.
Diverse metodiche di indagine non invasiva come l’ecocardiografia e la risonanza magnetica nucleare consentono di valutare le alterazioni strutturali e funzionali del cuore, fornendo preziose informazioni utili nella diagnosi e nella stratificazione prognostica di questa malattia. La diagnosi di certezza e la completa caratterizzazione del substrato patologico di miocardite possono essere tuttavia ottenute solamente per mezzo della biopsia endomiocardica, indagine invasiva che risulta critica per la pianificazione di una terapia specifica