Mieloma multiplo sotto controllo

Avatar clipSALUTE | 30/07/2018

Terapia di mantenimento dopo il trapianto

L’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) ha autorizzato la rimborsabilità di lenalidomide come monoterapia di mantenimento nei pazienti adulti con mieloma multiplo di nuova diagnosi sottoposti a trapianto autologo di cellule staminali.
Lenalidomide è stato riconosciuto da AIFA per il valore di farmaco innovativo in questa nuova indicazione. È il primo e a oggi l’unico farmaco approvato dall’EMA (European Medicines Agency) per la terapia di mantenimento del mieloma multiplo post-trapianto.
Il trapianto di cellule staminali autologhe rappresenta la terapia d’elezione per i pazienti con mieloma multiplo di nuova diagnosi. La terapia di mantenimento con lenalidomide massimizza gli effetti del trapianto e ne prolunga i benefici, consentendo di ritardare la progressione e prolungando infine la sopravvivenza globale.
«Il trapianto autologo di cellule staminali rimane ancora oggi la terapia di prima scelta per i pazienti con mieloma multiplo all’esordio – spiega Vittorio Montefusco, dirigente medico del Dipartimento di Ematologia INT, Fondazione IRCCS Istituto Tumori di Milano. – Avere una terapia dopo il trapianto come lenalidomide rappresenta un importante passo avanti per questi pazienti. L’aspetto interessante è la combinazione del trapianto con i farmaci, opzione che garantisce il massimo in termini di risposta della malattia in quanto unisce la potenza del trapianto alla potenza del farmaco».
«La terapia di mantenimento con lenalidomide ha ridotto di circa il 50% il rischio di ricaduta del mieloma multiplo e ha aumentato del 12% la probabilità di sopravvivenza a 7 anni dei pazienti così trattati che, con un più prolungato periodo di osservazione, hanno beneficiato di un prolungamento di circa 2 anni della sopravvivenza rispetto ai pazienti che non hanno ricevuto il farmaco – dichiara Michele Cavo, direttore dell’Istituto di Ematologia “Seràgnoli” dell’Università degli Studi di Bologna. – Inoltre, lenalidomide è una terapia orale che può essere assunta a domicilio, con un buon profilo di tollerabilità nella maggior parte dei pazienti».
«Il mieloma multiplo ha un decorso cronico nella maggior parte dei casi – afferma Maria Teresa Petrucci, dirigente medico di primo Livello del Dipartimento di Ematologia dell’Università Sapienza di Roma – caratterizzato da fasi di attività della malattia e da fasi di remissione. Negli ultimi anni abbiamo assistito a un prolungamento delle fasi di remissione grazie alla disponibilità di nuovi farmaci in grado di indurre risposte più profonde e durature».
Grazie agli sforzi della ricerca nello sviluppo di farmaci sempre più efficaci e innovativi, quindi, i pazienti hanno migliori prospettive di trattamento e, conseguentemente, di vita.
«La storia di Celgene si fonda sulla ricerca nel mieloma multiplo. In oltre 30 anni abbiamo cambiato il paradigma di trattamento con una classe di farmaci orali, gli immunomodulanti, che rappresenta il cardine della terapia per questa patologia e ha pertanto contribuito a migliorare sopravvivenza e controllo a lungo termine della malattia – commenta Jean-Yves Chatelan, vicepresidente e amministratore delegato di Celgene Italia. – Da quando lenalidomide è stato approvato per la prima volta in Europa nel 2007 per il trattamento del mieloma multiplo recidivato, abbiamo costantemente collaborato con la comunità medica per fare in modo che tutti i pazienti potessero trovare beneficio dal farmaco. Oggi siamo orgogliosi di poter scrivere un nuovo capitolo per i pazienti sottoposti a trapianto, che prima non avevano a disposizione altre opzioni terapeutiche».

Nel video:

  • Vittorio MONTEFUSCO
    Dirigente medico Ematologia INT Istituto Tumori di Milano
  • Michele CAVO
    Direttore Istituto Ematologia “Seràgnoli” Università Bologna
  • Jean-Yves CHATELAN
    Vicepresidente e amministratore delegato Celgene Italia