Colesterolo ok con i farmaci biologici

Avatar clipSALUTE | 01/02/2018

Livelli sotto controllo in 9 casi su 10

La parola d’ordine è prevenzione. Bisogna fare attenzione innanzitutto a ciò che mangiamo e praticare attività fisica costante e regolare, senza dimenticarci che è fondamentale smettere di fumare. Molti passi avanti sono stati fatti negli ultimi anni per contrastare queste malattie, sia a livello di prevenzione che di avanzamento nella ricerca farmacologica. Ma la prevenzione da sola non basta. In molti casi, nonostante si siano adottate tutte le precauzioni, il rischio rimane alto. Per questi soggetti il colpevole potrebbe essere il colesterolo, in particolare quello LDL, il cosiddetto “colesterolo cattivo”. Infatti, i livelli di colesterolo sono strettamente associati al rischio di eventi cardiovascolari, e la loro riduzione può portare alla diminuzione di tale rischio. Non a caso, l’ipercolesterolemia (così è chiamata la condizione di che soffre di colesterolo molto alto) è il primo fattore di rischio delle malattie cardiovascolari.
Abbassare i livelli di colesterolo rappresenta un tassello fondamentale per la riduzione del rischio cardiovascolare. Dieta mediterranea e attività fisica giornaliera sono i primi strumenti per ridurre quello cattivo e sono misure che di base dovremmo seguire tutti  adeguando il nostro stile di vita. Quando queste misure non bastano, farmaci quali le statine, gli inibitori dell’assorbimento intestinale del colesterolo e, recentemente, i potenti inibitori di PCSK9 sono in grado, riducendo i livelli di colesterolo, di ridurre il rischio cardiovascolare.

Una nuova classe di farmaci: gli inibitori del PCSK9

Ma se cambiare il proprio stile di vita  non basta, allora si ricorre a una terapia farmacologica. Si tratta di una condizione diffusa, basti pensare che, solo in Lombardia, più di 750 mila persone assumono farmaci ipolipemizzanti. Ad oggi lo standard di cura prevede il trattamento con statine. Nei casi più gravi nonostante l’utilizzo di questi farmaci, il colesterolo resta alto e alcuni soggetti non riescono a raggiungere il target terapeutico suggerito dalle linee guida. Questi individui potrebbero soffrire di ipercolesterolemia familiare, una condizione genetica ereditaria che causa livelli di colesterolo molto alti nel sangue che possono portare chi ne è affetto a essere vittima di un evento cardiovascolare anche in giovane età. Per questi individui sono disponibili anche in Italia gli inibitori di PCSK9, una nuova classe di farmaci che abbatte in maniera molto marcata i livelli di colesterolo. Di questa nuova classe fa parte evolocumab, farmaco che ha fatto parlare di sé nel corso dei congressi internazionali più importanti degli ultimi mesi, come American College of Cardiology e European Society of Cardiology, grazie agli incoraggianti dati di sicurezza ed efficacia dei suoi studi clinici. Evolocumab che grazie al suo meccanismo d’azione, riduce in sicurezza i livelli di colesterolo LDL fino al 75%. Da una a tre iniezioni sottocute, autosomministrate dal paziente attraverso una penna pre-riempita, ogni due settimane o una sola volta al mese. In studi recenti questo farmaco ha dimostrato di riuscire ad ottenere non solo una riduzione molto marcata e costante dei livelli di LDL in tutta sicurezza, senza effetti collaterali sulle funzioni cognitive, ma anche di ridurre in maniera significativa il rischio di eventi cardiovascolari maggiori, tra cui infarto, ictus e rivascolarizzazione coronarica.

Nel video:

Piera Angelica MERLINI
Unità Ricerca Cardiovascolare Ospedale Ca’ Granda-Niguarda Milano