Malattie respiratorie sotto controllo

Avatar clipSALUTE | 05/10/2018

Con farmaci biologici e doppia broncodilatazione

Le patologie dell'apparato respiratorio costituiscono un grave problema; in particolare durante l’autunno e l’inverno, sono molte e frequenti: raffreddore, influenza, bronchite, rinite, per non dire di quelle più gravi e croniche come l’Asma Allergica e la BPCO che a causa di stili di vita non corretti (fumo di tabacco, alcol), dell'esposizione professionale a sostanze irritanti (polveri, agenti chimici, fumi e vapori), dell’inquinamento atmosferico e domestico e dell’invecchiamento della popolazione, stanno aumentando in questi ultimi anni in tutto il mondo.
L’Asma è un problema mondiale: secondo l’OMS nel mondo ne soffrono tra i 100 e i 150 milioni di persone. La Global Initiative for Asthma (GINA) stima che in Europa ci siano oltre 30 milioni di asmatici.
L’Asma Allergico Grave, che colpisce bambini e adulti, è una patologia complessa caratterizzata dall’iperespressione di immunoglobuline E (IgE), in risposta agli allergeni ambientali quali acari della polvere, pollini e muffe. Le linee guida GINA stabiliscono come obiettivo primario nella gestione del paziente il raggiungimento del controllo ottimale della patologia. Non controllare la patologia comporta il persistere dei sintomi e l’insorgere di frequenti riacutizzazioni che spesso possono causare l’ospedalizzazione e, addirittura, mettere a rischio la vita di chi ne è affetto.

La BPCO (Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva) è una malattia dell’apparato respiratorio caratterizzata da un’ostruzione progressiva delle vie aeree non reversibile; associata ad una infiammazione cronica che coinvolge sia il parenchima polmonare che le vie aeree, con conseguente importante riduzione della capacità respiratoria. Il fumo di tabacco è la causa più comune della condizione insieme ad altri fattori, quali l'inquinamento dell'aria e raramente associata a forme genetiche. Colpisce il 5% della popolazione nel mondo (329 milioni di persone), l’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) stima che la BPCO possa essere nel 2030 la terza causa di morte, con un conseguente enorme aumento dei costi socio-sanitari indispensabili alla gestione della malattia. La progressiva diminuzione della funzione polmonare si manifesta clinicamente con il sintomo principale la dispnea riducendo inevitabilmente la qualità di vita e diventando una condizione progressivamente invalidante che condiziona lo svolgimento di abituali attività fisiche quotidiane (camminare, salire le scale e persino vestirsi o lavarsi).

In considerazione di queste motivazioni, FederAsma e Allergie Onlus, da anni conduce campagne di informazione volte a far sì che il maggior numero di persone possa essere edotto nei confronti delle patologie respiratorie, spesso sotto diagnosticate, per mettere in atto le migliori forme di prevenzione. Tra queste la possibilità per i pazienti di confrontarsi con gli specialisti al fine condividere le proprie storie e acquisire informazioni utili per il loro percorso di convivenza con la malattia.

“Prevenzione, conoscenza dei sintomi e diagnosi precoce per chi soffre di BPCO, così come per l’asma allergia e le allergie, significa intervenire in modo efficace con un piano terapeutico adeguato, permettendo di frenare il progredire della malattia” afferma Carlo Filippo Tesi, presidente di FederAsma e Allergie Onlus. “La nostra Federazione da sempre è impegnata per sensibilizzare l’opinione pubblica e le Istituzioni sulla necessità di mettere a disposizione dei pazienti, e dei loro familiari, tutti gli strumenti informativi utili a gestire al meglio la loro quotidianità spesso compromessa dalla malattia. Gli incontri Respiriamo arrivati al terzo anno ci confermano un grande bisogno da parte dei pazienti di essere ascoltati e confortati su aspetti della patologia molto pratici. Risposte che a volte è difficile ottenere durante le normali visite di controllo.”

Oggi è possibile contare su terapie efficaci nella gestione dei sintomi della BPCO, che da un lato consentono di mantenere una buona qualità di vita, dall’altro riducono i rischi di riacutizzazioni con conseguenti ricoveri ospedalieri.
La duplice broncodilatazione rappresenta la terapia di riferimento.

Come sottolinea Paola Rogliani, professore di Malattie dell’apparato respiratorio dell’Università di Roma “Tor Vergata” e Direttore dell’Unità Operativa di “Malattie Respiratorie” del Policlinico Tor Vergata, “Le patologie respiratorie sono in costante aumento e tendono purtroppo ad essere sotto diagnosticate. Fondamentale è una corretta diagnosi per una successiva e irrinunciabile gestione e controllo della malattia. Nella BPCO, secondo quanto riportato nelle raccomandazioni nazionali ed internazionali, la broncodilatazione è il cardine del trattamento in tutti gli stadi di malattia, in monoterapia o in associazione con altre molecole. Attualmente disponiamo di farmaci in grado di indurre una persistente broncodilatazione a lunga durata d’azione con importanti effetti sul miglioramento della qualità della vita dei pazienti, come dimostrato da numerosi studi. Il risultato è ancora più evidente quando si associano due broncodilatatori con diverso meccanismo di azione, la cosiddetta doppia broncodilatazione. Oggi per il paziente affetto da BPCO, grazie alla continua ricerca in campo farmacologico, abbiamo a disposizione numerose possibilità compresa la doppia broncodilatazione in associazione in un unico dispositivo inalatorio.
Assumere insieme i farmaci permette un’azione che si sviluppa contemporaneamente e in sinergia con significativi vantaggi in termini di efficacia terapeutica e con implicazioni in termini di aderenza al trattamento da parte dei pazienti”.

La ricerca e l’innovazione terapeutica continua anche per quanto riguarda l’ASMA che, soprattutto nelle sue forme più gravi richiede un monitoraggio e un controllo costante dei sintomi.

“L’Asma Allergico Grave colpisce bambini e adulti; è una patologia complessa caratterizzata da una produzione eccessiva di immunoglobuline E (IgE) da parte dell’organismo, in risposta agli allergeni ambientali quali acari della polvere, pollini e muffe. Afferma il Dr. Cristiano Caruso, Allergologo presso Fondazione Policlinico Gemelli Roma. E’ molto importante intervenire in modo mirato a livello terapeutico. Un aiuto arriva dai farmaci biologici monoclonale anti IgE che hanno la capacità di agire in modo diretto su un bersaglio mirato (IgE), a monte della cascata infiammatoria”.

Nel video:

  • Cristiano CARUSO
    Unità Allergologia Policlinico Gemelli Roma
  • Josuel ORA
    Unità Malattie Apparato Respiratorio Policlinico Tor Vergata Roma